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Lo  Zafferano era usato già in antichità da diversi popoli, i Greci e i Romani lo utilizzavano non solo come aromatizzante e afrodisiaco, ma anche come colorante per stoffe preziose, come componente di ricercati profumi e come medicinale.

La sua origine si narra  nella mitologia Greca dove l'amore ardente, ma casto, di Croco per la ninfa Smilace, veniva  ostacolato dagli dei che punirono croco trasformandolo in un fiore dal cuore rosso.

Si narra che il Dio Ermes, consigliere degli innamorati risvegliasse il desiderio servendosi di questa spezia. A Santorini ci sono alcuni affreschi che rappresentano la raccolta dei fiori e degli stimmi e donne che utilizzano lo zafferano per curarsi.

2010 - present

2010 - present

In realtà lo zafferano è conosciuto da millenni; se ne parla nei papiri egiziani. Si narra che Cleopatra utilizzasse la preziosisima spezia per profumare e  illuminare la pelle. Veniva inoltre utilizzato nel processo di mummificazione.

(Virgilio, Georgiche Libro secondo)

Proverbio: "Le invitino col profumo di zafferano fiorito i giardini; a custode contro ladri ed uccelli stia con la falce di salice la sicura tutela di Priapo Ellespontiaco. Sia lui stesso a trasportare il timo e il lauro selvatico dalle alte montagne e a piantarlo in abbondanza intorno alle arnie, chi ha care
queste cose; la sua stessa mano nella dura fatica consumi, da se stesso fruttifere piante fissi nel suo e con benigne acque le innaffi ".

 

E' citato nel Cantico dei Cantici, per il suo profumo e il suo aroma. 

(i tuoi germogli sono un giardino di melagrane come i frutti piu' squisiti,

alberi di cipro con nardo,

ZAFFERANO, cannella e cinnamomo

con ogni specie di alberi da incenzo;

mirra e aloe

con tutti i migliori aromi.

La Sacra Bibbia

L'antico Testamento

I libri poetici e sapienzali.

Cantico dei Cantici 

capitolo Quarto v.14.

 

 

Gli antichi buddisti cinesi raccontano invece che il loro missionario fu inviato in Kasmir nel V° sec. A.c. e da quel momento piantò lo zafferano.

Si diffuse in tutto il sub-continente indiano. Venne utilizzato sia in cucina e sia per la tintura dei tessuti. Il colore dei tessuti ottenuto utilizzando lo zafferano piacque talmente tanto che dopo la morte del Buddha Siddhartha il Guatama i suoi seguaci lo decretarono il colore ufficiale per gli abiti ed i manti buddisti.

Alcuni storici sostengono che lo zafferano entro’ in Cina portato dagli invasori mongoli attraversarono la Persia. 

 

Quando la Peste Nera colpì l’Europa tra il 1347 e il 1350 la domanda e la coltivazione dello zafferano ebbero un’impennata, poiché molto richiesto dalle vittime della peste per le proprietà medicinali che gli erano attribuite, ma molti dei contadini che lo coltivavano morirono; così grossi quantitativi di zafferano vennero importati da paesi extra europei, anche lo zafferano proveniente dai paesi musulmani divenne presto molto raro a causa dell’inizio delle Crociate. L’isola di Rodi divenne così uno dei più importanti fornitori di zafferano dell’Europa centrale.

Oggi i grossi centri di produzione dello zafferano italiano sono Sardegna, Abruzzo, Toscana, Umbria.

Dalla Spagna arrivò in Italia per mano del monaco domenicano di nome Santucci, nativo della cittadina abruzzese di Navelli. A Toledo, attorno al 1230, si svolgeva il Sinodo che avrebbe istituito la Santa Inquisizione,  a quell’epoca faceva parte del tribunale anche il Santucci, grande appassionato di leggi canoniche e di gastronomia. Santucci si innamorò della piccola pianta dello zafferano e la portò con sé a Navelli, pensando che potesse adattarsi bene al clima della sua terra. Lo zafferano trovò in Abruzzo un habitat molto favorevole, e in breve la coltura si estese nei dintorni dell’Aquila, dove venne avviato un proficuo commercio con grandi città mercantili come Venezia, Milano, Francoforte, Norimberga, Vienna e Marsiglia. Con l’arrivo dei Borboni la coltivazione si estese fino a raggiungere i 450 ettari, mentre dopo l’unità d’Italia iniziò un periodo di lento declino, che si interruppe solo nei primi anni settanta del XX secolo.

Lo zafferano ha fatto il suo ingresso in America quando migliaia di alsaziani, tedeschi, svizzeri sono fuggiti dalle persecuzioni religiose in Europa.

Sono diverse le interpretazioni sull’arrivo dello zafferano in Asia. Alcuni dicono sia venuto dalla Persia in India per arricchire i nuovi parchi e giardini di colore.

Per altri la Persia invadendo il Kasmir ha introdotto la coltivazione dello zafferano.

Le leggende tradizionali del Kasmir dicono che lo zafferano è entrato a seguito di due stranieri (dono per la guarigione ottenuta).

Lo zafferano diventò un argomento di scontro molto violento tra la vecchia nobiltà europea in declino ed i nuovi e ricchi mercanti. A tal proposito va ricordata la “Guerra dello Zafferano” che iniziò quando i nobili ne rubarono una spedizione di 360 kg . Il carico di zafferano, destinato alla città di Basilea, oggi avrebbe un valore di circa 5 milioni di euro. Alla fine della “Guerra” il carico venne restituito, ma nel XIII secolo il commercio dello zafferano e’ stato caratterizzato da furti ed azioni di pirateria. I pirati del Mediterraneo molto spesso preferivano lo zafferano di Genova o di Venezia all’oro. 
Il fulcro del mercato centro europeo divenne Norimberga, mentre i mercanti veneziani conservavano la loro posizione dominante nel Mediterraneo. Questi mercati erano alimentati da diverse varietà provenienti da Austria, Creta, Francia, Grecia, dall’Impero Ottomano, Sicilia e Spagna. Iniziarono a circolare partite di zafferano adulterate con miele, petali di fiore e stimmi tenuti in cantine umide per aumentarne il peso.

Il profumo di un tempo...

La coltivazione dello zafferano in Europa subisce una notevole battuta di arresto con la caduta dell’Impero Romano. Da quel momento, per molti secoli, la coltura dello zafferano diventa rarissima ed in alcune aree inesistente. Un’inversione di tendenza avvenne quando i Mori si spinsero dal nord Africa sulle coste della Spagna, Francia e sud Italia. Secondo una teoria i Mori reintrodussero per la prima volta lo zafferano in Europa nella regione di Poitiers dopo aver perso la battaglia di Tours con Carlo Martello nel 732 d.C.

Due secoli dopo conquistarono la Spagna e la coltura dello zafferano si diffuse nelle province del sud: Andalusia, Castiglia, La Mancha e Valencia.