Cultura e Agricoltura

di Mimma Falabella

 

Un tempo, nemmeno poi tanto lontano, nei nostri paesi i "detentori della cultura" erano, in genere, il maestro, il prete, il dottore.

La loro cultura era quella della riforma scolastica di Gentile , strutturata sulle discilpine umanistiche , le quali, costituivano le basi del "sapere" anche per coloro i quali avevano specializzazioni tecnico-scientifiche

Tutti gli altri, erano anche essi detentori di Cultura, ma quella che definirei materiale, cioè di un agri-cultura, una "cultura del campo" che diveniva un modo di vivere e di concepire il mondo.

Il contadino possedeva una cultura tramandata oralmente da padre in figlio , che comprendeva non soltanto le conoscenze pratiche dei lavori agricoli, ma anche un codice morale di solidarietà comunitaria.

Nonostante le differenze, tra le due culture c'era un rapporto organico e sinergico, visto che l'origine delle lettere umane e delle arti poggiava sull'identità tra scrittura e coltuvazione dei campi.

Sembrerebbero due attività tra di loro estranee ma non è così, infatti, a partire dalle Georgiche di Virgilio, il poeta augusteo, maestro di Dante, si ha l'unione di questi due mondi apparentemente così separati attraverso una specie di enciclopedia in versi di tutto l'universo ordinato nei suoi lavori e nelle sue stagioni che è comune sia al Poeta che al Contadino.

Il piu antico testo pervenutoci;  "L'indovinello Veronese", identifica lo scrittore con l'agricoltore: 

 

Se pareba boves, alba paràtalia aràba 

et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba

 

Teneva davanti a sè i buoi, arava bianchi prati,

e un bianco aratro teneva e un nero seme seminava.

 

 

A mio parere è chiaro che non di un indovinello si tratta, ma dell'enunciazione consapevole dell'identità tra scrittura e agricoltura , che è l'orizzonte verso cui si è evoluta per secoli la nostra cultura alta.

L'inizio della della nostra storia letteraria non poteva essere meglio rappresentato .

Per fare agricoltura, bisogna ricominciare a fare cultura, che non è oggi un puro e semplice ritorno alle tradizioni 

Il binomio antico agricoltura-letteratura era reso possibile in passato da quell'ingiustizia sociale che lasciava nell'ignoranza e nell'analfabetismo le masse contadine.

Oggi l'agricoltore deve possedere una cultura tecnico scientifica con la quale ridare il ruolo che le spetta in vista di una produzione soggetta ad una spietata concorrenza a livello  mondiale.

L'agricoltore deve offrire al mercato delle merci di altissima qualità e cioè raggiungere con la scienza applicata quell'eccellenza che da sempre la nostra terra ha vantato insieme alla sua tradizione atristico-letteraria.

 

 

 

                                    

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